Arte per la mediazione

L’arte rappresenta un linguaggio universale, capace di abbattere confini e barriere. Attraverso l’arte possono essere comunicati messaggi controversi e possono essere avviati percorsi e pratiche di mediazione e trasformazione dei conflitti a partire da un codice comune e condiviso che attinge ad un’interiorità fatta di universali: gioia, dolore, stupore, percezione di sé e dell’altro, ecc.

A partire da questo assunto il progetto Donne in MED(i)azione per una pace duratura ha utilizzato l’arte come strumento di riflessione, mediazione e comunicazione con l’obiettivo di lanciare messaggi di pace e non-violenza, coinvolgendo le beneficiarie in un percorso di analisi e lavoro con se stesse, con le altre beneficiarie del progetto e con il corpo docente. Ecco un breve video che mostra alcuni momenti di attività del laboratorio.

Le pratiche di mediazione e gestione dei conflitti costituiscono una effettiva promozione della cultura di pace, che passa attraverso l’ascolto, la comprensione, il dialogo.

La mediazione dei conflitti prevede una figura professionale esterna ed imparziale, in grado di facilitare la comunicazione tra persone, gruppi e istituzioni, e di raggiungere soluzioni condivise dei problemi. Nel panorama delle nuove politiche pubbliche per l’immigrazione e in contesti caratterizzati dalla presenza di comunità diversificate, la mediazione rappresenta una buona pratica nei processi di interazione, trasformando il conflitto da problema che genera disagio e costi sociali ad opportunità di crescita individuale e comunitaria.

Lo studio di questi temi è caratterizzato da un approccio interdisciplinare e da una riflessione critica sui vari modelli e scuole di pensiero, anche in un’ottica comparativa.