In relazione al ruolo cruciale e trasversale che rivestono i processi di formazione nella costruzione di strumenti volti a rafforzare il ruolo delle donne come peacebuilders e peacekeepers, il progetto prevede un corso di formazione fondato sulla disciplina della mediazione dei conflitti imprescindibile per il buon governo dei processi di pace nelle aree post-belliche, nel quadro di una concreta affermazione della democrazia e del principio di pacifica convivenza, lavorando per abbattere tutte le forme di discriminazione e segregazione ai danni della donna, ivi compresa la partecipazione alla vita pubblica e la cittadinanza attiva.

Il percorso di formazione è dedicato a due gruppi di donne, che vivono tra Lazio e Umbria, per accrescere la partecipazione e l’impegno attivo nella vita pubblica e all’interno delle comunità di origine.

Il core concept del progetto ha scommesso su due aspetti: l’importanza dell’educazione non formale con la quale le donne già formate possono trasferire competenze ad altre donne della loro comunità, generando effetti di scala, e l’efficacia delle pratiche di apprendimento peer to peer.

Proprio partendo da questo, accanto a momenti di apprendimento frontale sono previste working group session da realizzare attraverso gli strumenti dei focus group e dell’OST – Open Space Technology.